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La Voce di Rovigo
Anno XII - Numero 160
Domenica 12 Giugno 2011

 

Una serata assieme a un precettore del terzo millennio

ROVIGO - Parlare di precettore privato, o private tutor come suggerisce la lingua inglese, può sembrare, oggi, cosa del tutto fuori dal tempo. Tuttavia, una figura di altissima cultura, esperto di etichetta e relazioni sociali negli ambienti più esclusivi dell’aristocrazia, della diplomazia e della Santa Sede, disponibile a occuparsi della formazione ed educazione globale di giovani e adulti delle grandi famiglie, oltre a non essere affatto cosa fuori dal tempo implica il raggiungimento di sicurezze personali e livelli di abilità ottimali nel gestire rapporti umani a qualsiasi livello.
Un tale personaggio, un precettore del terzo millennio, capace di interagire con ambienti internazionali e relazioni interpersonali complesse, è stato da noi conosciuto in occasione di una riunione amichevole tra soci rotariani di qualche sera fa. Marco Rinaldi, ospite del Rotary club rodigino guidato da Antonio Silvestri, è socio del Rotary club di Adria e all’Hotel Cristallo, dove ha avuto luogo l’incontro, ha parlato del “Galateo”, celeberrimo trattato cinquecentesco di Monsignor Giovanni Della Casa “sulla buona creanza e sul corretto comportamento” che ha influenzato i costumi di gran parte della società occidentale degli ultimi secoli.
Tuttavia, prima di parlare del suo intervento, è utile tracciare una sintesi del curriculum che accompagna Marco Rinaldi. Maturità classica al liceo Bocchi di Adria, poi studi alla facoltà di lettere a Pisa e presso il corso ordinario della classe di lettere della Scuola normale superiore. Segue, sempre presso la Normale superiore, il corso di perfezionamento in discipline filologiche, linguistiche e storiche classiche, diplomandosi a pieni voti. Dottore di ricerca in letteratura latina e docente di lettere nei licei, ha riproposto in Italia la figura del precettore privato. In tale veste offre programmi di studio personalizzati che spaziano dalle discipline scolastiche e accademiche alle regole dell’etichetta e del cerimoniale, dall’arte della conversazione al perfezionamento individuale.
Da anni collabora in Vaticano con la Congregazione delle Cause dei Santi, redigendo atti ufficiali in lingua latina; svolge attività di consulenza alle Postulazioni in cause di beatificazione e canonizzazione. Ha al suo attivo oltre 100 pubblicazioni.
Riferendosi al “Galateo, overo de’ costumi”, Rinaldi ha precisato che il trattato riguarda le maniere che si devono tenere o evitare quando si tratta con un amico. Nulla a che fare con l’etichetta, parola che indica il cartiglio apposto ad un faldone, ed è sinonimo di protocollo. “La buona educazione è improntata alla bontà e sensibilità e il nostro comportamento deve essere regolato in modo da far piacere a coloro con cui trattiamo, senza superare il giusto – ha detto commentando il testo –. Per questo si devono evitare tutte le cose che danno fastidio a uno dei nostri sensi. Nei rapporti con gli altri si devono usare i pronomi adeguati; il ‘tu’ indica le persone da poco. Il giusto mezzo deve guidare ogni rapporto con gli altri e sono da evitare lo scherno, l’ironia, la beffa, la prosopopea, le vanterie. Il silenzio è la grande arte della conversazione”, ha ricordato. Insegnamenti utilissimi per un’epoca segnata dalla maleducazione e prevaricazione, dal cattivo gusto, dall’ignoranza e dall’esibizionismo.

L.V.